09.04. ARCHITRAVE DEL PALAZZO DEI CONSOLI

 

Regione: Umbria
Datazione: 1336
Oggetto: Elemento architettonico
Materiale: Pietra
Funzione: Avviso pubblico
Tipologia: Iscrizione commemorativa
Scrittura: Gotica
Lingua: Volgare mediano
Collocazione attuale: Gubbio (PG), Palazzo dei Consoli

Edizione interpretativa

A
<Anno> D(omi)ni MCCCXXXII
<fo?> chome(n)çata
3<qu>esta opera.
B
[stemmi]
E quando fu post<a>
questa pietra ch<e fo?>
3MCCCXXXVI del M<ese>
d'ottobre.

Edizione diplomatica

1
Le due parti dell'iscrizione sono separate da tre stemmi posti al centro dello spazio epigrafico
[...]DN ̅I : Mo:CC°C · X · X · X · I · I:
[...] ChOMĒÇATA:
3[...] ESTA·OPERA:
2
[stemmi]
EQUANDO · FU · POST[.]
QUESTA · PIETRA · Ch[...]
3M · CCC · XXX · VI · DEL M[...]
DOTTOBRE: ·

Analisi linguistica

Si noti l'uso del <ch> per l’occlusiva velare sorda /k/ davanti a vocale velare e <ç> per l’affricata dentale presumibilmente sorda. Si noti anche l'uso di forme dittongate e della forma 'ottobre', di contro invece a forme legate agli usi locali come 'octovere' e 'otovere' attestate, ad esempio, nel Libro primo della fraternita di S. Maria del Mercatale: «Mcccxlv a dì viij d’octovere » r. 1 «Ite(m) ave lo secondo sabato d’octovere de la lemosana» r. 13 e «Ite(m) avemo de la lemosana lo terço sabato d’octovere» r. 23; mentre con il nesso assimilato si trova sempre a c. 11v «Ite(m) ave de lo qarto sabato de la lemosana d’octovere» (MANCARELLA 1964, p. 43.24).

Lessico: il sostantivo 'opera' è utilizzato nell’accezione di “opera pubblica” ma anche, più genericamente, nel senso di “manufatto artigianale”. V. nel medesimo senso il lemma ‘lavoro’ nelle forme 'laurero' 'lavorier' assai comuni nelle epigrafi venete e anche marchigiane.

Note

L’iscrizione in volgare è incisa sull’architrave del portale d’ingresso sud-est del Palazzo dei Consoli di Gubbio.

Una seconda epigrafe, in latino, si sviluppa invece sulla superficie ad arco della lunetta del portale che racchiude il dipinto in cui sono raffigurati santa Maria, san Giovanni Battista e sant’Ubaldo, protettori della città: ANNO MILLENO TER CENTUM TER QUOQUE DENO AC BINO CEPTUM FUIT HOC OPUS INDEQUE VECTUM EST UBI COMPLETUS HIC ARCUS LIMINE LETUS POST CEPTUM CUIUS ANNUS QUINUS FUIT HUIUS POST ORTUM CHRISTI NUMERO CREDATUR ET ISTI STRUXIT ET IMMENSIS HOC ANGELUS URBSVETERENSIS (BELARDI 2001, p. 78). L’iscrizione latina è in versi leonini e reca la firma del costruttore Angelo da Orvieto. È impossibile stabilire se la realizzazione delle due iscrizioni sia stata o meno contemporanea. Esse presentano, come già osservato, caratteri formali – linguistici e grafici – totalmente differenti (TOMASIN 2016, p. 508).

L’iscrizione in volgare è delimitata, ai lati, dai capitelli delle mezze colonne, i quali ostacolano la lettura delle lettere iniziali e finali. Ciò sembra forse indicare lo «scarso coordinamento» dei vari elementi compositivi del portale. Al centro dell’iscrizione in volgare sono posti tre scudi: eugubino, pontificio e angioino (CENCI 1914, p. 27; TOMASIN 2016, p. 508; BELARDI 2001, p. 78).

Bibliografia

Edizioni: COLASANTI 1905, p. 80 (trascrive solo le parti in latino); CENCI 1914, p. 27, n. XLII; FAINA 1957, p. 65, nota 1 (solo parti in latino); ZOPPIS 1986, p. 99; BELARDI 2001, p. 77; TOMASIN 2016, p. 508.

Riproduzioni: ZOPPIS 1986, p. 99; BELARDI 2001, p. 77 (in bianco e nero); SANNIPOLI – MARIUCCI 2003, p. 24; TOMASIN 2016, p. 508, fig. 4.

Autori

Raccolta dati: Alessandra Tiburzi
Edizione: Alessandra Tiburzi
Commento: Alessandra Tiburzi, Nadia Cannata
Edizione digitale e indici: Nadia Cannata
Immagini: Tomasin 2016

Data di pubblicazione: 20.11.2022