Regione: Umbria
Datazione: 1360-1370
Oggetto: Affresco
Materiale: Intonaco
Funzione: Didascalia
Tipologia: Monito
Scrittura: Gotica
Lingua: Volgare mediano
Collocazione attuale: Orvieto (TR), Chiesa di San Giovenale
Edizione interpretativa
<non> adorarae lidii haltrui :~
<no>n recetaerae lu nome de ḷo segno(r)e Dio tuo,
3<si>ati aricordam(en)to di <santificare?>care lu sabato,
<h>onora lu patre tuo <et la> matre tua,
<n>on occidarae,
6<n>on farai peccato car<nale>,
<no>n farae f<ur>to
<non fara>i falso testimoni(um) (con)t(ra) pariare tuo
9<non> desiderarae <la> <m>ogle<r>a lu prosimo tuo
[. . .. . . . . . . . .]ai{m} [... ...]r[...]ṃo tuo : ~
Edizione diplomatica
[...]n recetaerae lunome de ḷo segn(oe) ̅ dio tuo
3[...]ati aricordam ̅to di [...]c̣are lu sabato : ~
[.]onora lu patre tuo [. ...] matre tua : ~
[.]on occidarae :~
6[.]ọn farai peccato car[. . . .]
[...]ṇ farae f[...]to:~
ṇon fạ[ra]i falso testimonī 9t’pariare tuo :~
9[...]desiderarae [. . .]ọglẹ[.]a lprosimo tuo
[. . .. . . . . . . . .]ai{m} [... ...]r[...]ṃo tuo : ~
Apparato critico
1 li dii haltrui] Dii haltrui con omisssione di li PACETTI 1939, UBALDINI 2015 2 recetaerae] recetarae PACETTI 1939, UBALDINI 2015; sancto invano PACETTI 1939, UBALDINI 2015 3[si]ati aricordam(en)to] Fae PACETTI 1939, UBALDINI 2015; ariposare PACETTI 1939, UBALDINI 2015 4 onora PACETTI 1939, UBALDINI 2015 6 farae PACETTI 1939; fare UBALDINI 2015 7 furtu PACETTI 1939, UBALDINI 2015 8 falsu testimoniu co lu PACETTI 1939, UBALDINI 2015 9 mogliera PACETTI 1939, UBALDINI 2015 10 verso estremamente lacunoso. Non desiderare la robba de lu prossimu tuo PACETTI 1939; Non desiderarae la robba de lu prosimu tuo UBALDINI 2015
Analisi linguistica
Morfologia e sintassi:
'adorarae' r. 1, 'recetaerae' r. 2, 'occidarae' r. 5, 'farae' r. 7 (ma 'farai' rr. 6, 8), 'desiderarae' r. 9, tutti futuri iussivi. Si notino inoltre (esiti comunque attesi nell'area) il passaggio della finale ad -e, ove occorra la conservazione della ‘e’ in posizione protonica, e la conservazione del gruppo -ar- intertonico, per la quale cfr AGOSTINI 1968, p. 123 che segnala il tipo anche ad Arezzo, Cortona, Sansepolcro, Città di Castello, Umbertide, Urbino, Gubbio, Todi, Orvieto, Viterbo, Spello e Siena. Interessante anche l'alternanza, nelle forme dell’articolo maschile, di chiusura e conservazione di -u finale; la posposizione dell’aggettivo possessivo di seconda persona singolare in 'Dio tuo' (r. 2), 'patre tuo' e 'matre tua' (r. 4), 'pariare tuo' (r. 8), 'prosimo tuo' (r. 9), tipo diffuso nei vogari mediani e in Italia meridionale (cfr. anche ROHLFS 1966-1969, § 431).
Lessico:
'pariare' (r. 8) con il significato di ‘prossimo, vicino, pari’ dalla radice lat. PĂRE(M), forse con influsso dell’antico francese parier ‘socio’ (DELI 2 s. v. 'pari'. FEW, VII, p. 596, s. v. 'par'; interessante anche il derivato 'pariage' con prima attestazione nel 1290 per ‘parentela, famiglia’. La forma 'pariare' potrebbe anche essersi generata per diplografia della sillaba tonica /ar/ *parear con chiusura in iato /ea/ja/ ed epitesi di /e/. V. anche (a)pareare ‘uguagliare’ in CELLA 2003, p. 214.). Un forma verbale corrispondente nelle Rappresentazioni sacre di Orvieto: «Partete, Lucibello, / e ne la gloria più non dimorare, / dapoché si ribello e con Dio Patre ti vuo’ pariare! Non ti più enduziare, / mettete en colpa al nostro Patre Dio» I, v. 97 (DE BARTHOLOMAEIS 1943, I, p. 341).
[si]ati aricordam(en)to (r. 9), v. in area umbra Jacopone da Todi: «Sìate recordamento, - frate, la guarda fare» 7, v. 61; nel testo della Passione di Cristo con ripresa del sintagma: «“quando verai a lo tuo regno, / de me non te sia desdegno; / anke te sia recordamento / d'averme en recordamento”. /Et lo Signore humilimente / respose a lui encontenente […]» (AGENO 1953, p. 24-7). Sempre in area mediana nella Leggenda del Transito della Madonna abruzzese s. XIV: «Pur de Erode te sia recordamento, / cha per ti fece grande occidemento.» v. 413 (ELSHEIKH 1995, p. 33).
Note
L’affresco, molto danneggiato è situato nel sottarco della campata ogivale di destra nella chiesa, sotto alla rappresentazione di San Guglielmo Abate attribuita a Giovanni di Buccio Leonardelli.
L’iscrizione è nota alla critica come Decalogo orvietano e contiene le dieci regole della legge mosaica in volgare. Purtroppo essa versa in un pessimo stato di conservazione, e lacune evidenti interessano il lato sinistro e gran parte dell’ultimo rigo, oggi ricostruibile solo sulla base di edizioni precedenti del testo. L'iscrizione è riconducibile ad una serie di documenti simili che proliferarono in area italiana nel s. XVI come quella di Campi salentino, in provincia di Lecce, che recita: unum cole Deum nec vana jures per ipsum, sabbata santifices, habeas in honore parente, non occisor eris, moechus fur testis iniqvus, non alterius nuptam nec rem cupies alienam.
Si ringraziano Luigi Cimarra ed Emma Condello, per la segnalazione del pezzo e la sua datazione.
Bibliografia
Edizioni: PACETTI 1939, p. 26; UBALDINI 2015, p. 86.
Altri studi: DELLA FINA 2015a.
Riproduzioni: DELLA FINA 2015a, p. 9, n. 3.
Data di pubblicazione: 5.3.2021