Regione: Umbria
Datazione: 1410-1468
Oggetto: Dipinto
Materiale: Legno
Funzione: Didascalia
Tipologia: Narrativa
Scrittura: Gotica
Lingua: Volgare mediano, Latino
Collocazione attuale: Perugia (PG), Galleria Nazionale delll’Umbria, già Perugia, chiesa di San Francesco al Prato
Edizione interpretativa
Facto i(n) (con)templatione el b(ea)to nel suo colloq(ui)o el papa fo p(ri)vato.
Puella mortua resuscitatur ad votum materterae.
[Testo interamente ricostruito in GARIBALDI 2015: S. Ludovicus francorum rex, et beatus mutuo abeque ver].
[[bis sua sensa communicant]
in or(ati)one levato sta (con)te(m)p(e)l(an)do in (con)specto del p<apa?>.
quando
pron
3appar
mulier lacte caren<s> pectusque adplicans loco ubi
beatus steterat fit voti compos
Analisi linguistica
Le iscrizioni commentano le storie della vita del beato Egidio e in particolare, da sinistra e a partire dall’alto: [1] il colloquio con Gregorio IX, [2] la resurrezione della fanciulla di Monte San Savino, [3] la visita di san Luigi IX di Francia; [4] l’estasi del beato Egidio; [5] il miracolo del latte e infine il transito [5]. Il manufatto proviene dalla chiesa perugina di San Francesco al Prato ed è conservato nella Galleria Nazionale dell’Umbria con il numero di inventario 15.
Nell’impossibilità di vedere personalmente il manufatto abbiamo messo a testo la sola edizione critico-interpretativa sulla base della lettura di GARIBALDI 2015, tranne per la resa di «fo’» della prima didascalia, che abbiamo reso con «fo». Ricaviamo inoltre da GARIBALDI 2015 il nome dell’opera, nonché degli episodi della vita del santo di cui si parla nel testo.
Note
Le iscrizioni commentano le storie della vita del beato Egidio e in particolare, da sinistra e a partire dall’alto: [A] il colloquio con Gregorio IX, [B] la resurrezione della fanciulla di Monte San Savino, [C] la visita di san Luigi IX di Francia; [D] l’estasi del beato Egidio; [E] il miracolo del latte e infine il transito [F].
Il manufatto proviene dalla chiesa perugina di San Francesco al Prato ed è conservato nella Galleria Nazionale dell’Umbria (inv. 15). Le iscrizioni, in latino e in volgare, si presentano in un pessimo stato conservativo che rende malagevole la lettura, soprattutto della didascalia [4]. È inoltre presente la riscrittura dell’intera riga nel segmento [2]. Il volgare, se si esclude la frammentaria didascalia [5], è impiegato soltanto nel primo episodio. Il manufatto fu segnalato per la prima volta nel 1784 da Orsini che ricorda nella Sagrestia «il feretro del B. Egidio. Esso è di tavole, su cui fu di poi dipinto il Beato con diverse gesta della vita». Esso è stato con ogni probabilità realizzato dopo il 1439 o dopo la metà del XV secolo ed è generalmente è attribuito a Mariano d’Antonio per alcune affinità con le sue opere più mature
Bibliografia
Edizioni: MANCINI 1992, p. 146, n. 31; GARIBALDI 2015, p. 346 n. 130.
Altri studi: GUADABASSI 1872, n. 304; TODINI 1989, I, p. 127.
Riproduzioni: TODINI 1989, II, figg. 764-767; GARIBALDI 2015, p. 223, n. 51.
Data di pubblicazione: 25.11.2025