Regione: Umbria
Datazione: 1450 ca.
Oggetto: Affresco
Materiale: Intonaco
Funzione: Didascalia
Tipologia: Narrativa
Scrittura: Gotica
Lingua: Volgare mediano
Collocazione attuale: Foligno (PG), Monastero di Sant’Anna
Edizione interpretativa
Da(n)iel: depo le septanta e dui seti-
mane da(l) dì serà morto C(h)r(ist)o e non serà più quel
Iob.: Io mo(r)rò e poi resuscitarò ne l’ult-
imo dì e alora esendo nel mio p(ro)p(ri)o co(r)po
Gere{re}mia: ne la sepultura de (Christo) resuscita-
no li morti
Ioel: o V(er)gene pia(n)gi, vestita de saco,
el figlolo de la tua iuve(n)tù
Abacuc: Segnore i(n) meço de l’a(n)ni manifestarai
a el quale tu dema(n)dare arecordarste de la mesi…
Malachia: verrà al suo s(an)c(t)o tenpio quel Sig-
nor che voi aspectate poco poi che […]
Çacaria: Io vidi I(he)sù su(m)mo sacerdote c[he?]
stava ‘na(n)çi a uno angelo (et) Satanas li s[…]
Baruc: Et poi eDio n(ost)ro fu veduto i(n) t(er)ra
e conversò e abitò tra l’onini
e iudice Pilato me despreççaro pone(n)dome ne la croce
Isaia: custui è stato ferito p(er) le nos-
tre iniquità (et) co(n)sumato p(er) le ire sancte
David: nella me(n)sa della croce,
per cibo me fu dato el
3fele et ala mia sete fu dato
Edizione diplomatica
DAĪEL · DE PO LESEPTĀTA · EDUI · SETI
MANE DĀ DI SERA MORTO X(RISTO) ĒŌ· ENˉŌ· SERA · PIU · QUEL
IOB · IOMŌ·RO · EPOI · RESUSCITARO · NELULT
IMO · DI · EALORA · ESENDO · NELMIO · PP ̅O · COP ̅O
GEREREMIA · NELA · SEPULTURA · DE · XP ̅O · RESUSCITA
NO · LI MORTI
IOEL · OŪGENE ·PIAGI · UESTITA · DE SACO
ELFIGLOLO · DE · LA · TUA · IUUĒTU ·
ABACUC · SEGNORE · Ī MEÇO · DELĀNI MANIFESTARAI MESI
A · ELQUALE · TUDE(MĀ)DARE · ARECORDARSTE DELA MES[...]
MALACHIA · UERRA ALSUO · SCŌ · TENPIO · QUEL · SIG
NOR CHEUOI · ASPECTATE · POCO · POI · CHE ·
ÇACARIA · IO UIDI IHŪ SŪMO · SACERDOTE · C[...]
STAUA NĀÇI AUNO · ANGELO · 7 · SATANAS LI S
BARUC · ET · POI · EDIO · NRŌ · FU UEDUTO · Ī · T ̅RA
ECONUERSO · EABITO · TRALONINI
ISAIA · CUSTUI · ESTATO · FERITO · PLENOS
TRE INIQUITA · (ET) (CŌ)SUMATO · PLE · IRE SC
DAUID · NELLA MĒSA DELLA
CROCE PER CIBOME · FU · DATO · EL
3FELE · ET ALA MIA SETE FU DATO
Apparato critico
Il testo è gravemente mutilo. Per la ricostruzione del testo ci siamo basati sull'edizione SENSI 2006, talvolta integrata grazie al confronto con la fonte biblica.
A.1 SENSI 2006 nemo.
N.1 SENSI 2006 messa
O.2 SENSI tr<i>b<u> d(e) <I>ud
Analisi linguistica
Si noti la quasi sistematica mancanza di chiusura della 'e' protonica, l’uso dell’articolo plurale 'li', i futuri in 'ar' e il futuro del vebro essere 'serà', la conservazione di /j/ in posizione iniziale, la metafonia in 'dui' e 'custui', tutte caratteristiche linguistiche normalmente riconducibili al volgare attestato per la zona e l’epoca di composizione (si vedano, al proposito gli indici). Interessanti 'arecordarste' 6, r. 2 con prostesi di 'a' iniziale e probabile epentesi di 'r' analogica per influsso della sillaba precedente, vale 'arecordarse, ricordare'; 'Exdras' 10 r. 1: ESDRAS con ipercorrettismo grafico <x> in luogo di <s>.
Note
Le tredici iscrizioni compaiono all’interno dell’affresco raffigurante l’Albero della Vita in allusione al Lignum Vitae in medio Paradisi (Gen. 2,9), dove per 'paradiso' si intende lo stesso monastero, destinato alle religiose (SENSI 2006, p. 282; CECCONELLI 2010, p. 116). Nella parte centrale è rappresentato il Cristus patiens su una croce in forma di albero che nasce dal teschio di Adamo dalla quale originano dodici rami, terminanti in girali in cui sono rappresentati i personaggi veterotestamentari, ognuno recante versetti tratti dai libri storici, didattici e profetici del Vecchio Testamento: Genesi e Esdra, Giobbe e Salmi, Isaia, Geremia, Baruc, Daniele, Gioele, Abacuc, Malachia, Zaccaria. Difficile è invece la decifrazione del testo contenuto sul cartiglio, che origina dal teschio, ed è mutilo della parte centrale. La fonte letteraria dell’iconografia è il Lignum Vitae di San Bonaventura da Bagnoregio, poemetto che raccontava schematicamente e per uso mnemonico le tappe della vita, passione e glorificazione di Cristo. Nel cartiglio posto alla base dell’albero sono stati riconosciuti due versetti di Ezechiele, probabilmente da integrare con un terzo passo assente sulla parete, in cui può essere riassunto lo stile di vita delle religiose: «convertimini, et agite poenitentiam», Ez. 18, 30 (SENSI 2006, pp. 287-290, cui si deve lo studio delle fonti del dipinto dal quale traiamo le notizie). Sensi propone di leggere questo «visibile parlare» dal basso verso l’alto, alternando la parte sinistra a quella destra: accettando questa interpretazione il versetto in basso a sinistra, sorretto da Daniele, è il primo in ordine di lettura sulla base dei riferimenti contenuti nella Legenda aurea di Iacopo da Varazze; mentre l’ultimo in alto a destra, ricorda il Christus triumphans (v anche MAGGIONI 1998, pp. 459-470. Sensi suggerisce di identificare così i rimandi al testo sacro:
[A] dal teschio di Adamo: «viderunt omnem collem excelsum et omne lignum nemorosum» Ez. 20, 28; «nolo mortem morientis, dicit Dominus Deus: revertimini, et vivite» Ez. 18, 32.
[B] Daniele: «Et post hebdomades sexaginta duas occidetur Christus; et non erit eius populus qui eum negaturus est» Dan. 9, 26.
[C] Giobbe: «Scio quia morti trades me, ubi constituta est domus omni viventi. Veruntamen non ad consumptionem eorum emittis manum tuam; et si corruerintipse salvabis» Iob. 30, 23-24, integrabile con «resuscitabo illud in novissimo die» Io. 6, 40 e «Putasne, mortuus homo rursus vivat?» Job. 14, 14.
[D] Geremia: «eicient ossa […] de sepulcris suis» Ger. 8, 1 e «nunquid qui cadit non resurget?» Ger. 8, 4.
[E] Gioele: «Plange quasi virgo accincta sacco super virum pubertatis suae» GI. 1, 8.
[F] Abacuc: ricorda il passo della Vulgata: «Domine, opus tuum, in medio annorum vivifica illud: in medio annorum notum facies; cum iratus fueris, misericordie recordaberis» Ab. 3, 2.
[G] Malachia: «veniet ad templum suum Dominator quem vos, quaeritis, et Angelus Testamenti quem vos vultis» MI. 3, 1.
[H] Zaccaria: «Ostendit mihi Dominus Iesum sacerdotem magnum, stantem coram Angelo Domini, et Satan stabat a dextris eius ut adversaretur ei» Zc. 3, 1.
[I] Baruch: «Post haec in terris visus est et cum hominibus conversatus est» Bar. 3, 38.
[L] Exdras (Neemia): «surrexerunt super gradum […] et clamaverun voce magna […] subsannaverunt nos et despexerunt» Ne. 9, 4; 2, 19.
[M] Isaia: «Ipse autem vulneratus est propter iniquitates nostras; attritus est propter scelera nostra» Is. 53,3.
[N] David: «Dederunt in escam meam fel, et in siri mea potaverunt me aceto» Ps. 68, 22.
[O] Giacobbe: «non auferetur sceptrum de Iuda» Gen. 49,10 ma anche alla scritta INRI sopra alla croce.
L’affresco si trova in situ nella stanza del monastero che collega il coro al refettorio.
Bibliografia
Edizioni: SENSI 2006, pp. 286-287.
Altri studi: SCARPELLINI 1976, p. 57; TODINI 1989, p. 82; CECCONELLI 2010, pp. 115-137.
Riproduzioni: SENSI 2006, pp. 283; a p. 284 particolari: a) David, Ezechia e Zaccaria, b) Abacuc, Geremia e Daniele; a p. 285 particolari: a) Giacobbe, Isaia e Baruch, b) Malachia, Gioele, Giobbe; CECCONELLI 2010, pp. 116 e 117 (particolare con i profeti Malachia, Gioele e Giobbe).
Data di pubblicazione: 25.11.2020