09.29. MARIANO D’ANTONIO E BENEDETTO BONFIGLI, MADONNA DELLA MISERICORDIA

 

Regione: Umbria
Datazione: 1455 ca.
Oggetto: Affresco
Materiale: Intonaco
Funzione: Didascalia
Tipologia: Narrativa
Scrittura: Gotica
Lingua: Volgare mediano
Collocazione attuale: Perugia (PG), Chiesa di San Giuseppe (già chiesa di Santa Croce dei Falegnami)

Edizione interpretativa

A
[sul nastro tenuto dalla folla]
Con umele chore et ardente fervore
Regina Celi dei pechatore salute
3noi pregiam te che prege che ci aiute
el tuo figliolo e levace dal furore
B
[sul nastro che parte dalla bocca di san Sebastiano verso la Vergine]
Per quiste piaghe che or ci rude alquanto
per lo tuo amore e per lo figliuol tuo
3ti priego madre che lo prieghe tanto
che esshaudischa quisto popul suo
C
[sul nastro che parte dalla Vergine fino all’angelo Raffaele]
Martir beato con humilie chore
Se’ essaudito e però Agnolo cruo
3Remette l’arme a la crua spada
D
[Angelo Raffaele]
fiat

Apparato critico

A.1 humele MANCINI 1992

A.4 el MANCINI 1992

B.1 queste MANCINI 1992; piache SIEPI 1822; er MANCINI 1992

B.2 figliolo MANCINI 1992

B.3 te, priege SIEPI 1822, MANCINI 1992

B.4 essaudischa SIEPI 1822, MANCINI 1992; questi MANCINI 1992; popol SIEPI 1822

C.1 beao MANCINI 1992

C.2 se SIEPI 1822, MANCINI 1992

C.3 a] et SIEPI 1822, MANCINI 1992

Analisi linguistica

Grafia e fonologia

Si noti la mancanza di sistematicità nella resa delle velari /k/ e /g/ in 'chore', 'pechatore', 'pregiam' 'prege' 'priego' 'prieghe' e l'alternanza di forme dittongate e no; la regolare conservazione di /e/ in protonia in 'umele', 'humilie' 'umele', 'remette' e, altro tratto tipicamente mediano, la chiusura per metafonesi della vocale in 'quisto' e 'quiste'. 'cruo', 'crua' qui nel significato di 'spietato' presentano caduta della dentale intervocalica, fenomeno non comune nel perugino.

Morfologia e sintassi

Da notare 'pechatore' con -/e/ finale per il maschile plurale e la forma del congiuntivo di 1 classe 'prieghe' con uscita in -e.

Note

Le didascalie volgari contengono una preghiera alla Vergine affinché possa far cessare la moria della peste inviata da Dio padre, rappresentato in alto in atto di scagliare le sue saette mortifere. Le iscrizioni sono state oggetto di un’appassionata difesa del loro valore per la storia della lingua e della poesia popolare. Le iscrizioni presentano un andamento ritmico, evidente soprattutto nelle prime due quartine, con rima ABBA.

Le iscrizioni sono disposte all’interno di cartigli, eseguite su fondo bianco, la preghiera alla Vergine ha la forma di un dialogo tra i personaggi in scena, e procede verso destra a partire dalla voce del popolo raffigurato ai piedi della Vergine - uomini e bambini a sinistra e donne a destra protetti sotto il manto - e termina in alto con la risposta dell’angelo. Gli oranti chiedono che cessi la moria della peste inviata da Dio, rappresentato in alto in atto di scagliare le sue saette mortifere. Sulla sinistra è raffigurato San Sebastiano trafitto dalle frecce che continua la preghiera di intercessione pronunciando, rivolto verso la Vergine, le parole visualizzate nel cartiglio dall’andamento verticale che si articola in otto righe di scrittura. Maria risponde a sua volta al martire e chiede di riporre la sua spada all’angelo, che sollecito esegue e risponde in latino ‘fiat’

L’opera è stata messa in relazione con la peste del 1348 dai suoi primi editori, ma andrà piuttosto riferita all'epidemia scoppiata nel 1429. L'autore del testo fu forse il priore della chiesa di Santa Croce, la cui immagine sembrerebbe riconoscersi nel personaggio maschile che regge il cartiglio e veste una cotta chiericale.

L’affresco è stato staccato dalla Chiesa di San Giuseppe (già Chiesa di Santa Croce dei Falegnami e si trova oggi presso la Chiesa di Santa Maria delle Grazie

Lo stato di conservazione non è buono, e l'opera è stata ridipinta varie volte.

Bibliografia

Edizioni: SIEPI 1822, pp. 480-481; BOMBE 1907, p. 2; MANCINI 1992, p. 51; PALOMBARO 2015, p. 61.

Altri studi: TODINI 1989, I, p. 43.

Riproduzioni: MANCINI 1992, p. 50; PALOMBARO 2015, p. 60.

Autori

Raccolta dati: Alessandra Tiburzi
Edizione: Alessandra Tiburzi
Commento: Alessandra Tiburzi
Edizione digitale e indici: Nadia Cannata

Data di pubblicazione: 26.1.2021