Regione: Umbria
Datazione: 1457
Oggetto: Dipinto
Materiale: Legno
Funzione: Didascalia
Tipologia: Narrativa
Scrittura: Gotica
Lingua: Volgare mediano
Collocazione attuale: Cascia (PG), Monastero di Santa Rita da Cascia
Edizione interpretativa
de qua(n)do alluminasti in
3nella croce dove pene da(l)
re avisti acute lassan
do la mu(n)dana (et) trista foce
6<per>? sanar toi i(n)ferme (et) scu
re p<l>age in quella paxi
on <t>antu feroce che me(r)i
9to sci gra(n)de adtribuisti!
che acti sop(ra) ongne domp
na fo donata! che una de
12lle spine de (Cristu) recepesti
non per preççu mu(n)danu (?) non
per mercede ch’ella credexe
15aver altro tresoru se non
con (l)u che tucta a llui se die
de <et>? non te parve ancor esser
18ben monda che XV anni la spina
patisti. Per andar alla vita
la (?) <pi>ù iocunda. 1457
Edizione diplomatica
de qua ̅do alluminasti in
3nella croce · dove pene da’
re avisti acute · Lassan
do la mu ̅dana (et) trista foce ·
6[...] sanar toi i ̅ferme (et)scu
re p[.]age · In quella paxi
on · [.]ạṇtu feroce · che mei ̅
9to sci gra ̅de ad tribuisti
che acti sop ̅ ongne domp
na fo donata · che una de
12llẹ spine de xp ̅u recepesti
noṇ per precçu mu ̅danu no ̅
pmercede · chella credexe
15auer altro tresoru · Senon
con ̅u che tucta allui se die
de · […] non te parue ancor e(ss)e(r)
18ben monda ·ch xu an ̅i laspina
patisti · per anda r allauita
[.]a [..]u iocunda · 1457 ·
Apparato critico
1 con fermezza, e con FABBI 1956; con fermeça e virtu/de GIORGETTI-SABATINI 2003 2 quanto GIORGETTI-SABATINI 2003; qvando, illuminasti FABBI 1956 3 te FABBI1956 4 mvndana FABBI 1956; mundana GIORGETTI-SABATINI 2003; e FABBI 1956 5 ossannar GIORGETTI-SABATINI 2003; noi FABBI 1956; inferme oscvre e mvte FABBI 1956; inferme GIORGETTI-SABATINI 2003 6 paxione de maritv feroce FABBI 1956 7 meritv, adtrovasti FABBI 1956 (non segnala sci prima di grande); meri/to, grande GIORGETTI-SABATINI 2003; 8 a tvtte sopre ogne compagne ha FABBI 1956; sopra GIORGETTI-SABATINI 2003 9 da Christv FABBI 1956; recepisti FABBI 1956, GIORGETTI-SABATINI 2003 10 che per rexv mondanv non perdisti FABBI 1956; mundano GIORGETTI-SABATINI 2003 11 chella credezze, tresorv FABBI 1956 12 recepisti GIORGETTI-SABATINI 2003 13 che, esser, joconda FABBI 1956; esse(re) GIORGETTI-SABATINI 2003 14 jocvnda FABBI 1956
Analisi linguistica
Grafia e fonologia
L'iscrizione presenta molti tratti grafici ricorrenti nell'area: l'alveolare sorda resa graficamente con la cedigliata <ç> (rr. 1, 13); la sibilante intensa intervocalica resa con <x> (rr. 7, 14); la nasale palatale resa con il trigramma <ngn> (r. 10); 'dompna' r.10 con utilizzo di 'p' epentetico, assai comune nel latino medievale e in ambiente mediano. Si noti anche la conservazione di /j/ iniziale in iocunda r. 20. Ai rr. 4-5 impossibile dire se in 'triste' e 'scure' la <s> valga o meno per la sibilante palatale, come sarebbe normale per l'area (v- ROHLFS 1966-1969, §266).
Normali per l'area mediana anche il perfetto metafonetico 'avisti' e il perfetto 'fo'; la conservazione sistematica di -u in posizione finale, la conservazione delle vocali aperte in protonia, la conservazione dello /j/ in posizione iniziale e la forma 'alluminasti' con apertura della vocale iniziale, attestata - fra gli altri - nelle Laudes Creaturarum di Francesco d'Assisi (CONTINI 1960, 33-34), e nelle duecentesche Laude della scuola urbinate (BETTARINI 1969, pp. 571 e 603) .
Note
L’epitaffio è trascritto sulla cassa più esterna, la cosiddetta ‘solenne’ in cui è contenuto il corpo di Santa Rita da Cascia. Il testo è dipinto all’interno di un cartiglio posto nella parte spiovente della cassa, sulla destra, sopra al capo della monaca dormiente. Il testo presenta alcune lettere di colore rosso poste probabilmente come marcatori dell’andamento rimico del componimento. Giorgetti e Sabatini ricordano che solo con il restauro avvenuto nel 1925 si potè effettuare una corretta lettura dell’iscrizione. La cassa è stata realizzata nel 1457 ed è interessante in quanto rappresenta, a detta degli studiosi, «il primo elemento iconografico che conosciamo» della Spina di Santa Rita. L’elemento frontale della tavola è tripartito e ospita, rispettivamente, le immagini di Maria Maddalena, del Cristo, e di Santa Rita. Sul coperchio spiovente vi è l'immagine di Rita sul letto di morte, accompagnata da un epitaffio.
Bibliografia
Edizioni: GIORGETTI - SABATINI 2003, p.8 (poi trascritta in PICCOLOMINI - NATALINO 2007, pp. 77-78).
Riproduzioni: GIORGETTI - SABATINI 2003, p. 9, foto 1.
Data di pubblicazione: 25.1.2021