12.20. STORIE DI SANT’ONOFRIO

 

Regione: Roma
Datazione: XV in.
Oggetto: Affresco
Materiale: Intonaco
Funzione: Didascalia
Tipologia: Narrativa
Scrittura: ?
Lingua: Volgare romanesco
Collocazione attuale: Roma (RM), Chiostro della chiesa di sant’Onofrio al Gianicolo

Edizione interpretativa

A
[…] madone […]
B
Come lo dimonio disse allo re […]
C
[… per] comandamento dell’angelo lo fece battizare et imponere nome Honofrio
D
Come i m(onac)i de lo monasterio veduto el miraculo del pane l’abate [….]

Analisi linguistica

Grafia e fonologia:

‘dimonio’ con chiusura di /e/ in protonia e ‘come’ entrambe forme toscaneggianti. V., invece, le numerose attestazioni del mediano e meridionale ‘como’ nelle Didascalie di Santa Francesca Romana al monastero di Tor de’Specchi, sempre a Roma 12.22. Per 'miraculo' con conservazione di /u/ V. le Storie de Troja e de Roma: «Et in quel tempo grande miraculo apparve ad uno romano» (MONACI 1920, p. 214) e «e lo cuore di quello serpente ne mandaro a Roma per gran miraculo» (MONACI 1920, p. 141).

Morfologia e sintassi:

D’Achille ha notato una significativa polimorfia data dalla presenza di articoli toscani deboli o elisi: 'el miraculo' 4, 'l’abate' 4, 'i monaci' 4, 'dell’angelo' 3, 'del pane' 4, contro forme locali forti 'lo dimonio' 2, 'allo re' 2 e 'delo monasterio' 4, da interpretarsi «vuoi come tendenza al toscaneggiamento da parte di autoctoni, vuoi come “compromesso” con la lingua locale da parte di allogeni, ma comunque risulta abbastanza significativa» (D’ACHILLE-PETROCCHI 2004, pp. 123-124).

'battizare et imponere nome Honofrio', v. le numerose formule latine, inclusa quella per l’annuncio del nuovo papa. In volgare, Boccaccio: «Non parve a lui dovere essere contento che questo nome da’ suoi parenti gli fosse imposto casualmente, come molti ciascun dì se ne pongono» Accessus, par. 38 (BRANCA 1965, p. 9).

Note

Considerato il precario stato di conservazione degli affreschi e la conseguente scarsa leggibilità delle iscrizioni si pubblica qui il testo secondo l’edizione D’ACHILLE-PETROCCHI 2004, adattata ai nostri criteri.

In origine gli affreschi decoravano al facciata della primitiva cappellina dell’oratorio del cenacolo eremitico girolamino fondata nel 1437 dal Beato Nicola di Forca Palena. Il ciclo – realizzato mediante una tecnica molto rara a Roma, con terra verde e rialzi in biacca (PETROCCHI 1998, p. 167) – raffigura l’infanzia e i primi miracoli di Sant’Onofrio. Le scene sono divise in due registri da cornici con motivi vegetali e sono corredate da didascalie in volgare oggi solo parzialmente leggibili. Tre scene occupano la parte superiore, due la parte inferiore (D’ACHILLE-PETROCCHI 2004, p. 114). La narrazione comincia con la Nascita del santo alla quale assistono un gruppo di cortigiane; la scena seguente, al centro, riporta l’apparizione del demonio che indica al re, padre di Onofrio, il figlio quale frutto di un adulterio; nell’ultimo riquadro è possibile riconoscere, anche grazie alla didascalia, la scena della prova del fuoco: attraverso questa prova il re si sarebbe assicurato che il figlio non fosse di altri e l’angelo sarebbe poi apparso in atto di ordinare al re di far battezzare il neonato con il nome Onofrio; nell’ultima scena è invece rappresentato il miracolo del pane donato dal giovane santo ad una immagine della Madonna col Bambino: tale gesto sarebbe stato ricambiato miracolosamente con un dono analogo e questo evento avrebbe condotto l’abate del monastero a proporre la nomina di superiore per Onofrio (PETROCCHI 1998, pp. 167-168). Scrive Stefano Petrocchi: «Dai pochi brani leggibili, in attesa di un quanto mai auspicabile intervento conservativo delle preposta autorità vaticane, emergono caratteri che rinviano a un bottega di cultura fiorentina che realizza la decorazione almeno attraverso due mani». (D’ACHILLE-PETROCCHI 2004, p. 114).

Bibliografia

Edizioni: PETROCCHI 1998, pp. 166-168; D’ACHILLE-PETROCCHI 2004, p. 123.

Riproduzioni: D’ACHILLE-PETROCCHI 2004, fig. 8.

Autori

Raccolta dati: Nadia Cannata
Edizione: Luna Cacchioli
Commento: D’ACHILLE-PETROCCHI 2004
Edizione digitale e indici: Nadia Cannata

Data di pubblicazione: 22.4.2020