Regione: Abruzzo
Datazione: 1338
Oggetto: Elemento architettonico
Materiale: Pietra
Funzione: Avviso pubblico, Didascalia
Tipologia: Monito, Committenza
Scrittura: Gotica?
Lingua: Volgare mediano, Latino
Collocazione attuale: Castelbasso (TE), Chiesa dei santi Pietro e Andrea
Edizione interpretativa
Apparato critico
A, vv. 1-2 Questa opera lssao GAVINI 1927-1928, MORETTI 1971
C, vv. 3-4 seb/salta DAT
D, v. 1 co/m/esa SABATINI 1996c, coāēsa; vv. 5-6 de/despensa DAT
E-F, v. 4 ta(n)du DAT
Analisi linguistica
Grafia e fonologia:
'lassao' A, r. 2: <ss> per /ss/ o /ʃʃ/?. Nella Lamentatio Beate Marie de Filio, sia <ss> sia <x> rendono /ss/: 'lassate' 32, 'lasso(te)' 55, 'spissu' 59, ma 'laxate' 44, 'laxatu' 61, 'laxi' 49, o 'spexamente' 28 (UGOLINI 1959, pp. 31, 34). Per 'Cortexia' H, rr. 1-2: si vedano i Proverbia abruzzesi: «Sopportali ’d onorali k’ è grande cortescia» 123 (UGOLINI 1959, pp. 62).
'Ki' C, r. 1: q ‘chi’ E-F, r. 3 con resa diversa del medesimo fonema cfr. SABATINI 1996c, p. 599.
'ttandu' 5-6, r. 4: l’interpretazione 'ttandu' ‘tanto’ non è sicura; potrebbe trattarsi di 'ntandu', forma che si accosta alle moderne ’ndannə' e 'andannə', avverbi di tempo con significato di ‘allora, in quel momento, dunque’ (LEA p. 40; DAM s. v. tandə, ndannə e andannə).
'Conuscite' G, r. 1: passaggio /o/ > /u/ per metafonesi (CASTELLANI 2000, pp. 257-260).
'vocca' H, . rr. 3-4: con betacismo caratteristico dei dialetti mediani e meridionali a sud della linea Roma-Ancona (CASTELLANI 2000, pp. 260-261).
'custa' H, r. 7: non è escluso che la chiusura in 'u' possa essersi generata per ripetizione grafica dell’ultima sillaba della parola precedente 'pocu'. Potrebbe rifarsi alle forme atone del verbo o esser frutto della tendenza che nell’area mediana ha generato il tipo mustra, bene attestato nei testi abruzzesi. In ogni caso il termine è in assonanza con vocca il che farebbe ritenere che <u> rappresenti in realtà /o/ (SABATINI 1996c, p. 598; BALDELLI 1971, pp. 22-32).
Morfologia e sintassi:
'lassao' A, r. 2: perfetto debole, bene attestato nei dialetti meridionali e in Abruzzo. V. nella Lamentatio Beate Marie de Filio 'guastao' 14, 'favellao' 53, 'annao' 78, 'creao' 66 (UGOLINI 1959, pp. 42-44); 'lu' forma comune a tutta l’area mediana, è documentata per l’Abruzzo già dal codice celestiniano dei Proverbia, XIII ex. (v. UGOLINI 1959, pp. 71-80); 'calceia' E-F, r. 2: frequentativo di 'calciare' con il senso di ‘viene presa a calci’ che testimonierebbe la tendenza all’uso dei frequentativi nei volgari abruzzesi (cfr. GIAMMARCO 1979, p. 159. Si veda in DAM Caucïà come verbo transitivo con il significato di “calciare, tirar calci”) e, nei Proverbia la forma 'stodeiate' 121, 247, 'preòccupati' dal verbo 'stodeiarə' (UGOLINI 1959, p. 91).
'Co(r)te/xia d/evoc/ca, mvl/tv vale / pocv / cvsta' H, rr. 1-7: per la stessa espressione proverbiale v. lo Zibaldone da Canal: «Chortexia de bocha assai vall e pocho costa» (STUSSI 1967, p. 111).
Note
Il portale, in uno stile di passaggio tra il romanico e gotico, è ricco di fregi e simboli in bassorilievo. Il contenuto della prima iscrizione dell’archivolto [3] rimanda a Matteo 23, 12 «Qui se humiliaverit, exaltabitur» e Luca 14, 11 «Qui se humiliat, exaltabitur» mentre l’iscrizione [7] sembra essere la traduzione del Nosce te delle Tusculanae, I, 52 di Cicerone (SABATINI 1996c, pp. 597-599; GAVINI 1927-1928, II, p. 97; ACETO 1986, pp. 532-542). Data l’impossibilità di una ricognizione diretta o su base fotografica, la presente edizione segue la trascrizione interpretativa di SABATINI 1996c, pp. 597-598, salvo al v. 4, 1 (vedi apparato).
La formula della datazione si ripete in 1, 2; Sabatini ritiene che questo possa essere dovuto all’esecuzione in momenti distinti o all’opera di due diversi lapicidi. Anche il diverso modo di rendere /u/ con <U> in 1-4 e <V> nelle ultime due suggerirebbe l’intervento di due mani differenti. Le altre sei iscrizioni si leggono in rettangoli alternati a fregi e su una delle fasce che compongono l’archivolto. Il portale, in uno stile di passaggio tra il romanico e gotico, è ricco di fregi e simboli in bassorilievo.
Bibliografia
Edizioni: GAVINI 1927-1928, II, p. 97 (parziale); ACETO 1986, pp. 532-543; DAT, II, 3 pp. 712-713; SABATINI 1996c, pp. 597-599
Data di pubblicazione: 13.4.2020