Regione: Abruzzo
Datazione: 1499
Oggetto: Affresco
Materiale: Intonaco
Funzione: Didascalia
Tipologia: Narrativa
Scrittura: Capitale
Lingua: Volgare mediano
Collocazione attuale: Morro D’oro (TE), Chiesa di santa Maria di Propezzano
Edizione interpretativa
Edizione diplomatica
Analisi linguistica
Grafia e fonologia:
‘sepulecro’ 1,1 con vocale anaptittica /e/, fenomeno tipico dell’area centromeridionale (ROHLFS 1966-1969, § 338); ‘besacce’ 1, 2, ‘miraculo’ 5, 2 presentano fenomeni che seguono lo scambio di e/i e o/u tipico dei dialetti meridionali (DE BLASI 1986b, p. 84); ‘crogialo’ ‘corniolo’ 1,2 e 2,2: <gi> dovrebbe rendere /ɲ/; –o potrebbe indicare un suono finale indistinto (DE BLASI 1986b, p. 83-84). Analogamente, la terminazione in –e in ‘le rame’ 1,2 e -o in 'cresiecto' 2,2 potrebbero indicare un suono finale indistinto. La grafia -ngi- per /ɲ/ è frequente nei testi antichi. V., ad esempio, nella Lamentatio Beate Marie de Filio: «Soa piçula compangia» 94 (UGOLINI 1959, p. 93); ma anche le forme 'compangi', 'Spangia', 'Yspangia' dal Liber Ystoriarum Romanorum duecentesco (MONACI-ARESE 1955, pp. 157-159-166).
'dicti' 2, r. 1; 4, r. 1, 'quilli' 3, r. 1, 'arciviscovi' 1, 2, 3, 4, r. 1: metafonesi /e/ > /i/.
'cresiecto' 2, r. 2: <si> dovrebbe rendere la fricativa palatale /ʃ/. Si tratterebbe di grafia dovuta a retroscrizione, ossia di una forma ipercorretta: in area abruzzese -si- ha subito in alcuni casi un’evoluzione fonetica in -sci-: lo scrivente avrebbe dunque, secondo le sue abitudini fonetiche e scrittorie, scritto <si> per [ʃi] (DE BLASI 1986b, p. 83). V. nella Lamentatio abruzzese, la presenza di forme quali ‘scì’ 46, 47, e ‘coscì’ 40 (UGOLINI 1959, pp. 43).
'ad papa' 5,1: la grafia latineggiante ad indicherebbe in realtà il raddoppiamento fonosintattico 'a ppapa' (DE BLASI 1986b, p. 84). V. nei Proverbia abruzzesi: ‘a mmonacu’ 49, ‘a ppelletteru’ 52, contro ‘ad theologu’ 51, ‘ad carpenteru’ 51, ‘ad medicu’ 52 (UGOLINI 1959, p. 72).
reve{ve}logle 5, r. 2: <gl> per la laterale palatale /ʎ/; la ripetizione della sillaba -ve- è probabilmente dovuta a diplografia.
Morfologia e sintassi:
'Appese' 1,1, 'Volse' 2,1, 'apparse' 5,1 perfetti forti sigmatici, che compare anche nella variante grafica 'apparsse' (3,2) con soggetto plurale, dunque con coincidenza delle forme di 3 e 6 persona. Di contro, si vedano i perfetti deboli 'cresiecto' 2,2 con desinenza -ette, presente nei dialetti centro-meridionali e meridionali e toscani; 'adifieo' ‘edificarono’ 4,2.
In tutte le didascalie (ad eccezione della 2) la struttura sintattica genera dei periodi ellittici di proposizione reggente introdotti da 'quando'. Si noti la presenza di elementi deittici che rimandano alle immagini rappresentate ed al contesto ('questa cappella', 4,2) e la scelta degli articoli determinativi sin dalla prima didascalia: 'li tre arciviscovi', 'le besacce', 'lo crogialo'. (DE BLASI 1986b, pp. 86-89)
Lessico:
'crogialo', dal lat. CORNEUS con metatesi è nome dialettale per il 'corniolo', arbusto appartenente alla famiglia delle cornacee e caratteristico della zona. Ad esso è attribuita la funzione di attualizzare la leggenda a livello spaziale. Si confronti a proposito il toponimo 'Crognaleto' (TE), che si trova a pochi chilometri da Propezzano (DE BLASI 1986b, pp. 81-83; DEI, vol. II, p. 1108).
Note
La fondazione della chiesa di Santa Maria di Propezzano (VIII sec.) è legata ad una leggenda miracolosa tuttora presente nella memoria locale e nella tradizione orale, ricordata dallo storico della diocesi teramana Nicola Palma. Si racconta che tre arcivescovi tedeschi, di ritorno da un pellegrinaggio in Terrasanta, avendo deciso di fare una sosta presso le campagne di Propezzano per riposarsi, appendessero le loro bisacce ai rami di un albero di corniolo, addormentandosi subito dopo. L’albero crebbe miracolosamente e ai tre pellegrini apparve la Madonna che ordinò loro di costruire una chiesa in quel luogo. I tre arcivescovi costruirono dunque l’altare alla base dell’albero. Si racconta poi che il 10 maggio del 715 Papa Gregorio II si recò a consacrare l’altare segnando così la fondazione della chiesa. Ancora oggi due feste, una nel giorno dell’Ascensione e l’altra il 10 maggio, celebrano la fondazione della chiesa e il miracolo della Madonna del Crognale.
Bibliografia
Edizioni: BALZANO 1908, p. 596; DE BLASI 1986b, pp. 80-89.
Altri studi: BOLOGNA 1986, pp. 401-412; PAVONE 1986, pp. 415-429.
Riproduzioni: DE BLASI 1986b, fig. 19; PAVONE 1986, figg. 267-273.
Data di pubblicazione: 14 April 2020