Regione: Lazio
Datazione: 1430
Oggetto: Affresco
Materiale: Intonaco
Funzione: Didascalia
Tipologia: Narrativa
Scrittura: Gotica
Lingua: Volgare mediano
Collocazione attuale: Roccantica (RI), Chiesa di Santa Caterina
Edizione interpretativa
Qu(a)n(do) <Cristo> sposao b(ea)ta K(a)therina in nella ca(r)cera.
3Qua(n)do b(ea)ta K(a)therina dalli ca<rcer>aii f<o> frustata.
Qua(n)do ve(n)ne la i(n)p(er)atrice co(n) Porfirio alla carcera (et) alla fede de <Crist>o foro convertuti.
Qua(n)do li philosofi foro missi in nella fo(r)nace li quali l’anime loro a Dio rendero.
Analisi linguistica
Morfologia e sintassi:
Si notino le forme deboli del perfetto di 3a persona singolare in '-ao', come nelle Didascalie del Buon Governo di Atina, 11.07, e nelle didascalie degli affreschi delle Storie di Francesca Romana nel monastero di Tor de’ Specchi a Roma 12.22.
'rendero' 4, è forma non infrequente nell’italiano antico di area mediana. V. 'battero', 'vendero' (ROHLFS 1966-1969, § 574), come pure il participio debole 'convertuti' (ROHLFS 1966-1969, § 622); normali per l'area anche fo e 'foro'.
'ca(r)cera' 2, femminile singolare con terminazione in –a, probabilmente analogico dal plurale in -e; il GDLI registra infatti anche il plurale 'le carcere' accanto al singolare 'la carcere'.
'in nella foresta': cfr., ad esempio, nel toscano Libro della distruzione di Troia del XIII: 'inn’ella vigna' e 'in nel vedere'. V. anche le forme articolate presenti nel Libro dei Conti del Glossario di Roccantica 'i(n) l’ando 98r 7' (VIGNUZZI 1984, p. 61).
'l’anime loro' 4, con posposizione del possessivo, costruzione particolarmente diffusa in area centromeridionale (D’ACHILLE 2012c, p. 92; CASTELLANI POLLIDORI 1966, pp. 12-21). V. il caso delle Storie de Troja e de Roma dove massiccia risulta la presenza del possessivo posposto sia in caso di parentela 'molge soa' 275. 15, sia in costrutti di altro tipo: 'le vitia soe' 274. 24, 'li cavalieri suoi' 259, 33, 'la morte sua' 261, 35, 'lo imperio suo' 267, 35 (MONACI 1920).
Note
Data l’impossibilità di una ricognizione diretta e data la scarsa leggibilità delle riproduzioni fotografiche a nostra disposizione la presente edizione critico-interpretativa segue la trascrizione interpretativa di D’ACHILLE 2012c, pp. 90-93.
Il ciclo delle storie di Santa Caterina d’Alessandria occupa otto riquadri – da leggere in senso antiorario – disposti sulle pareti laterali e su lato corto contrapposto all’altare (CAVALLARO 1999, p. 313). Delle otto scene che compongono la narrazione quattro sono accompagnate da didascalie in volgare, oggi in cattivo stato di conservazione. La firma del pittore Pietro Coleberti da Piperno (corrispondente all’odierna Priverno, in provincia di Latina) si trova all’interno della terza scena: Petrus Coleberti de Piperno p(inxit). Al di sopra della stessa scena compare anche la data 1430 ed il nome del committente Armello d’Ascoli: Armellus de Bastonis de Esculo D’ACHILLE 2012c, p. 90 e nota 74; FIORANI 1999, pp. 313-327. La chiesa è oggi proprietà della famiglia Robbio Tacci di Roccantica (CAVALLARO 1999, p. 325, nota 16).
Bibliografia
Edizioni: BERTINI CALOSSO 1920, pp. 188-189; CAVALLARO 1999, pp. 318-319; D’ACHILLE 1997, pp. 237-239; D’ACHILLE 2012c, pp. 90-93.
Altri studi: VAN MARLE 1923-1938, vol. VIII, pp. 388-390; PALMEGIANI 1932, pp. 572-574; CIAI 1989, pp. 115-133; ROMANO 1992, pp. 387, 393.
Riproduzioni: BERTINI CALOSSO 1920, tavv. I-II; D’ACHILLE 1997, fig. 65; CAVALLARO 1999, figg. 7-11-14-17; D’ACHILLE 2012c, p. 91, fig. 7.
Data di pubblicazione: 28 March 2020