Regione: Umbria
Datazione: XV in.
Oggetto: Dipinto
Materiale: Legno
Dimensioni: l.
75 x h.
113x d.
11 cm
Funzione: Didascalia
Tipologia: Monito
Scrittura: Capitale
Lingua: Volgare mediano, Latino
Collocazione attuale: Perugia (PG), Galleria Nazionale dell’Umbria (già Monastero di Santa Lucia in Porta Sant’Angelo)
Edizione interpretativa
Analisi linguistica
L’iscrizione è contenuta all’interno dell’altarolo con il Cristo morto e i simboli della Passione di un pittore anonimo della prima metà del s. XV. Proviene dal monastero di Santa Lucia in porta Sant’Angelo a Perugia ed è conservata oggi presso la Galleria Nazionale dell’Umbria, in sala 7 con il numero di inventario 152.
In mancanza di una buona riproduzione fotografica su cui effettuare la lettura, ci siamo serviti di SARGENTI 1985-1986, e GARIBALDI 2015, p. 344-345.
Note
L’iscrizione è contenuta all’interno dell’altarolo con il Cristo morto e i simboli della Passione di un pittore anonimo della prima metà del s. XV. Essa proviene dal monastero di Santa Lucia in porta Sant’Angelo a Perugia ed è esposta oggi presso la Galleria Nazionale dell’Umbria, (sala 7 inv. 152). La didascalia, bilingue, si apre con l’incipit di Geremia (1, 12) che descrive la desolazione di Gerusalemme, conseguenza del suo peccato. Il passo ricorre anche in Vita Nova VII, 7: «ne la prima [parte del sonetto] intendo chiamare li fedeli d'Amore per quelle parole di Geremia profeta che dicono: O vos omnes qui transitis per viam, attendite et videte si est dolor sicut dolor meus»; e nella Commedia (Inf. XXX, VV. 58-61 e Inf. XXVIII, vv. 130-132). V. la voce in Enciclopedia dantesca consultabile all’indirizzo https://www.treccani.it/enciclopedia/o-vos-omnes-qui-transitis-per-viam_%28Enciclopedia-Dantesca%29/ (ultimo accesso 25/11/2020). L’opera riflette il motivo iconografico dell’Arma Christi, ampiamente diffuso nella prima parte del secolo XV con finalità legate alla pratica delle indulgenze. Per l’iconografia del Cristus patiens corredato dei simboli della Passione (la croce, i dadi, la coppa di fiele, le mani che contano i denari, la lancia, il martello, la scala con la testa di Giuda impiccato, la mano ingiuriante, la mano con la borsa di denari, la mano dello schiaffo, l’uomo che sputa, san Pietro, una delle Marie, il sole e la luna, il coltello con cui Pietro recise l’orecchio di Malco, il gallo, la lanterna posta sopra l’asta, la mano con la bacchetta, la canna con la spugna intrisa di aceto, la colonna della flagellazione con i flagelli, la corda e le tenaglie della deposizione, il lavaggio delle mani di Pilato), diffusa in tutta la penisola, cfr, in EDV, 02.05, ; 03.01; 03.07; 03.08; 07.23; 09.21; 09.38, 09.21; 09.38) talvolta associata anche all’iconografia della Messa di san Gregorio (v. 09.38, 17.14).
Bibliografia
Edizioni: CECCHINI 1932, p. 72; SANTI 1985, pp. 37-38; SARGENTI 1985-1986; GARIBALDI 2015, pp. 344-345, scheda n. 239.
Altri studi: CECCHINI 1932, p. 72; SANTI 1985, pp. 37-38; GARIBALDI 2015, pp. 344-345, scheda n. 239.
Riproduzioni: SANTI 1985, n. 24 (b/n); GARIBALDI-MERCURELLI SALARI 2006, p. 30; GARIBALDI 2015, p. 344.
Data di pubblicazione: 25.11.2025