Regione: Sicilia
Datazione: XV ex.
Oggetto: Affresco
Materiale: Intonaco
Funzione: Didascalia
Tipologia: Narrativa
Scrittura: Gotica
Lingua: Volgare siciliano, Latino
Collocazione attuale: Piazza Armerina (EN), Gran Priorato di Sant’Andrea
Edizione interpretativa
[in alto a destra della Croce] La cena-
dedit eis signumIesus. Iudas.-
6Petrus negavit cum ancilla-
Petrus. Ancilla.-
INRI-
9[sul braccio sinistro della croce] Pater ignose illis quia nesiunt quid faciunt amen amen-
dico tibi hodie eris mecum in paradiso -
Eli eli lamacza abatani. sitio. in manus tuas commendo spiritum meum. consumactum est.-
12Memento mei domine cum veneris in regnum tuum-
Lu iudiuchi spu-
15ta a Christu-
Li buxuli di lu inguen-
tu di la madalena-
18mulier ecce filius tuus-
Longinus vidit and testavit-
21Si tu es Christus saluos fac tecum nos-
Sona beni-
Ecce mater tua-
24Iosep Haramatia-
Centurio dixit vere filius Dei er<at> iste -
Edizione diplomatica
[...]serunt sortem concilium fecerunt principes sacerdotes-
3et similiter uniuersi populi contra me-
La cena-
dedit eis signum IESVS :IUDAS:-
6Petrus negauit cum ancilla-
:Petrus: Ancilla-
INRI-
9Pater ignose illis quia nesiunt quid faciunt amen amen-
dico tibi hodie eris mecum in paradiso-
Eli eli lamacza abatani: sitio: in manus tuas com(m)endo spiritum meum: consumactum est:-
12Memento mei domine cum ueneris-
in regnum tuum-
Lu iudiu ch(i) spu-
15ta a xpu-
Li buxuli di lu inguen-
tu dila madalena-
18mulier ecce filius-
tuus-
Longin(us) vidit and testauit-
21Si tu es chr(istu)s saluos fac tecum nos-
Sona beni-
Ecce mater tua-
24Iosep haramatia-
Centurio dixit uere fili(us)-
dei er[...] iste -
Apparato critico
A 9 ignosce, nesciunt, amen BELLA 2012; 14 tu iudiu sputa axru BELLA 2012; 16 fibuxuli di li unguentu BELLA 2012
B r. 7 42; piradunanza ; r. 14 s [...] 22; r. 15 dul[gentij]; 16 Pius; r. 18 [...an]or(um) et 20 dies de; r. 22 videlicet 15 pater; [...] ad septem; r. 28-29 expiationem; r. 30-31 supplectionem; r. 33 diminutionem; r. 35 exterminationem; r. 36-37 ad [...]ionis gratia m petrat[...]m; r. 39 tie; r. 40-41 adora[to] in cruce; r. 43 crux; r. 44-45 [percutent]te BELLA 2012
Analisi linguistica
Grafia e fonologia: Si noti l'uso prevalente di <ch> per l’affricata palatale sorda /ʧ/, normale nelle iscrizioni siciliane 17.02, 17.03, 17.07, 17.10, 17.11, 17.12 (ma si notino anche 'cruce' e 'cena' con grafia condizionata dal latino); l'uso diffuso di <ci> per /ts/ in concorrenza con il meno usato <ti>, sempre condizionato dal latino; <x> per /ss/ (buxuli, 16 A) e /ts/ (supplixi 13.14 B); gli esiti vocalici regolari nel siciliano -i per -e (buxuli, 16; beni, 22 etc.) e -u per -o (lu iudiu, 14; Christu, 15 e passim; lu inguentu, 17); nei cartigli si veda 'Grigoli', 5 e 'pirdunanza', 8. Lessico: 'Grigoli' per 'Gregorio', con esito vocalico regolare in siciliano e dissimilazione della /r/ in /l/.
Note
L’opera, interamente inquadrata da un motivo ad archetti intrecciati di color ocra, è suddivisa in due registri. Nel registro superiore, al centro, è posta l'immagine del Cristo crocifisso, in piedi nel sepolcro con accanto gli strumenti della Passione. Ai lati sono evocati eventi e personaggi con numerose immagini, ciascuna glossata da un’iscrizione in minuscola racchiusa entro un cartiglio. Il filo della narrazione è affidato a numerose ma brevi citazioni evangeliche: vestem meam miserunt sortem, concilium fecerunt principes sacerdotes et similiter universi populi contra (Gv 19.24); dedit eis signum (Mt 26, 48); Petrus negavit cum ancilla(Mt 26, 70); Pater dimitte illis quia nesiunt quid faciunt (Lc 23. 34); dico tibi hodie eris mecum in paradiso (Lc 23, 43); Eli eli lamacza abatani(Mt 27,46; Mc 15,34); sitio (Gv 19, 28); in manus tuas com(m)endo spiritum meum: consumactum est (Gv 19, 30); Memento mei domine cum ueneris in regnum tuum (Lc 23, 42); mulier ecce filius(Gv 19,26); Longin(us) vidit et testavit (Gv 19,34); Si tu es chr(ist)s salus fac tecum nos(Lc 23, 39); Ecce mater tua(Gv 19, 27); Centurio dixit vere fili(us)/ Dei erat iste (Mt, 27,54). Accanto alle citazioni evangeliche compaiono battute e chiose in volgare siciliano: La cena, sona beni,li buxuli di l'unguenti di la madalena,lu iudiu che sputa a Christu. Si realizza così una complessa narrazione iconica e verbale, in cui il volgare ha la funzione di illustrare e ravvivare tramite inserti vivaci una storia nota, narrata per mezzo dei Vangeli, con una dinamica assai simile a quella dell'affresco di san Clemente a Roma 12.04, databile a circa quattrocento anni prima. Il registro inferiore è occupato dall'immagine della messa di san Gregorio, ai lati della quale si trovano due cartigli con la notizia delle indulgenze che i pontefici, nel corso del tempo, avevano disposto per coloro che avessero pregato in ginocchio davanti a quell’immagine devozionale. In essi il latino liturgico e formulare trascorre senza soluzione di continuità nel siciliano, e il testo è curiosamente dipinto in un'alternanza di nero e rosso, senza che sia evidente un criterio che guidi questa alternanza; una particolarità che si ritrova in una delle testimonianze più antiche in EDV, la Lapide dei fratelli Lercari 01.01 . L'affresco mostra in entrambi i registri una integrazione fra latino e volgare sorprendente per l'epoca in cui l'opera è stata eseguita, a cui si attribuirebbe oramai una coscienza della distinzaione fra i due sistemi ben più matura. Si noti inoltre che il secondo dei due cartigli contiene un evidente errore: nell'elenco delle sette ragioni per richiedere le indulgenze, manca la seconda.
In coda a questo elenco compaiono i primi versi della lauda O domine Iesu Christe, adoro te in cruce pendentem, nella versione latina. Si tratta di un'antichissima preghiera settentrionale di epoca forse carolingia composta per la cerimonia dell’Adoratio crucis del venerdì santo (CIOCIOLA 1992, CANNATA 2018). La lauda compare in associazione con il Christus patiens e la Messa di san Gregorio in almeno tre altre iscrizioni in EDV in Italia settentrionale e centrale v. a Vercelli 02.05, in cui la Lauda è trascritta nella sua versione volgare e il racconto degli eventi straordinari della Messa di san Gregorio in latino; a Bergamo 03.01 in cui la Lauda è trascritta nella sua versione latina e la notizia delle indulgenze è in volgare; e infine in Umbria 09.38 dove l'intero apparato descrittivo e la preghiera sono in volgare. L'iconografia - con corredo di iscrizioni ,in volgare, compare inoltre in Veneto 05.049 e a Parma, nella Cappella Valeri 07.23, A Bergamo 03.07, e a Cremona 03.08. Le testimonianze, localizzate in zone tanto lontane quanto presumibilmente non comunicanti fra loro, offrono dunque l'intera gamma delle possibili alternanze fra latino e volgari dell'uso, senza che in nessuna di esse sia possibile ravvisare una prevalenza dell'uno o dell'altro sistema. Piuttosto le quattro iscrizioni, nel loro insieme, sembrano rafforzare l'ipotesi che il latino della liturgia e la lingua locale e dell’uso a fine Quattrocento rappresentassero ancora, in diverse zone d'Italia, un diasistema unico.
L’affresco si presenta in un discreto stato di conservazione con lacune che interessano il registro inferiore del dipinto, che venne staccato e posto su supporto ligneo nel corso dei restauri eseguiti tra il 1958 e il 1962 per iniziativa della Soprintendenza ai Monumenti della Sicilia Orientale, per permettere una pulitura ottimale della superficie pittorica (BELLA 2012, 201).
Non lontano da Piazza Armerina, nell'Abbazia di Santo Spirito a Caltanissetta, probabilmente lo stesso artista che operò al Priorato di sant'Andrea o un altro a lui vicino (BELLA 2012) eseguì un dipinto assai simile, raffigurante il Cristo della Passione e la Messa di San Gregorio. Il dipinto è evidentemente coevo, l’iconografia identica, il corredo testuale indubbiamente discende da una fonte comune, ma i testi del dipinto dell'Abbazia sono esclusivamente in latino. Il secondo cartiglio conserva un testo quasi identico, ma in questo caso corretto, almeno nella sequenza dei vantaggi legati alle indulgenze: Nota quae indulgencie valent ad septem: primo ad delictorum ingnorancie et expiationem; secundo ad venialium peccaturum detercionem; tercio ad penitencie […] supplectionem; quarto ad pene purgatorii diminucionem; quinto ad penitencie pene debite exterminacionem; sexto ad velociorem […] impetracionem; septimo ad maioris gracie augmentacione.. Manca nel cartiglio di Caltanissetta la lauda.
Si noti infine che, da quanto si apprende da RAFFAELE 2018, p. 23 presso il Convento di santa Maria della Croce a Scicli è "riprodotta la messa di San Gregorio che riporta su un cartiglio, oggi leggibile solo parzialmente, parti del testo della relativa indulgenza sia in lingua latina che in volgare siciliano".
Bibliografia
Edizioni: BELLA 2012, p. 253, nota 62; edizioni delle due tabelle a p. 255, nota 66; CANNATA 2018, 2020.
Altri studi: CIOCIOLA 1992, GALLORI 2021, RAFFAELE 2010
Data di pubblicazione: 3.4.2024