Regione: Lazio
Datazione: 1483-1500 ca.
Oggetto: Affresco
Materiale: Intonaco
Funzione: Didascalia
Tipologia: Narrativa
Scrittura: Capitale
Lingua: Volgare mediano
Collocazione attuale: Borgo Velino (RI), Museo Civico
Edizione interpretativa
<Qua> nno sanctu Clementu papa [...].
3<Quanno sanctu Dio>nisiu Rusticu et Leu<teriu. ..> rist[.] p(er) la fed [...].
Quanno sanctu Dionisiu con li compagni foru voluti pigla(r)e.
Quanno li beati sancti forti menati pre<suni> .
6<Quanno> sanctu Dionisiu fo [...].
<Qua> nno sanctu Dionisiu fo postu in c<roce> .
Quanno sanc<tu> Dionisiu disse la mesa in presione che gl’aparse Cr(i)stu.
Quanno li g(r)oriusi sancti lo fo taglata la testa.
Quanno [...].
Apparato critico
3. [Quanno Dio], rist VERANI 1955a
4. pigl(i)are VERANI 1955a
5. pre(soni) VERANI 1955a
8. gl(i) aparse VERANI 1955a
9. tagl(i)ata, gloriusi VERANI 1955a
Analisi linguistica
Grafie e fonologia:
: Uso del grafema <gl> per /ʎ/.
Conservazione del nesso -nn- come nel Crocifisso di Rieti 11.26, secondo una tendenza propria dell’area orvietano viterbese, zona di transizione tra il tipo non assimilato -nd- ed il tipo assimilativo meridionale (BIANCONI 1962, pp. 70-71), e contro i Frammenti delle didascalie del buon governo di Atina 11.07 e la Custodia di sant'Egidio 11.24. Conservazione sistematica di '-u' finale, tratto proprio dell’area mediana (VIGNUZZI 1994, pp. 336-337).
Morfologia:
foru voluti pigla(r)e, 4: rara costruzione passiva del verbo di cui BERTUCCELLI PAPI 1980, 97 segnala un’unica attestazione nel Novelliere di Giovanni Sercambi.
forti menati pre[suni] 5: identica struttura sintattica nel volgarizzamento fiorentino di Bono Giamboni delle Storie contra i pagani: «e comandaro loro che lunga e ordinata schiera facessero quando fuoro menati pregioni» L. 3, cap. XV (TASSI 1849, p. 161).
che gl’aparse 8: uso del 'che' polivalente, qui con valore temporale di 'quando, allorché'.
li g(r)oriusi sancti lo fo taglata la testa, 9: costrutto con nominativus pendens e ripresa pronominale di Lo da intendersi probabilmente come 'loro' ( l’anteposizione della forma lo’ al verbo è documentata sia in area senese, sia umbra e marchigiana. V., ad esempio, per il marchigiano antico lo’ facia, lo’ desse e, in particolare per il nostro caso, lo’ fui raccomandata (MONACI 1912, pp. 470, 450 e ROHLFS 1996-1969, §463).
Note
Il ciclo affrescato con la storia dei Santi Dionigi, Rustico ed Eleuterio era un tempo conservato presso la chiesa dedicata ai tre santi e conosciuta anche come chiesa di Sant’Antonio, presso Borgo Velino (RI). Del ciclo rimangono tre frammenti staccati, restaurati nel 1966 e custoditi in un primo momento presso il Palazzo Diocesano di Rieti, sono passati agli inizi degli anni Ottanta al Museo Civico di Borgo Velino, in attesa di una ricollocazione nel loro sito originario (D'ACHILLE 2012, p. 99). Le didascalie in volgare erano tutte collocate nello spazio che divideva il registro superiore da quello inferiore ed erano dunque riferite alle scene in alto, quelle della prima riga, in basso quelle della seconda riga. Questo tipo di disposizione delle scritte costituisce un interessante unicum in area laziale e in area centromeridionale come pure unico per queste aree è il soggetto rappresentato (KAFTAL 1965, coll. 348-352). I tre pannelli conservano in totale dieci scene: nel primo pannello tre nel registro superiore (una perduta, due con didascalie), tre scene nel registro inferiore, delle quali due perdute; il secondo pannello conserva tre scene ma non le didascalie leggibili nel terzo pannello, nel quale è visibile inoltre un’immagine del Cristo, e le ultime tre scene con le relative didascalie.
Bibliografia
Edizioni: VERANI 1955a, pp. 14-156 (che colloca il ciclo prima del 1511); VERANI 1976, pp. 270-271; D’ACHILLE 1997, pp. 242-246; D’ACHILLE 2012, pp. 97-101.
Altri studi: PALMEGIANI 1932, p. 445; KAFTAL 1965, coll. 348-352; MORTARI 1966, pp. 37-39; MORTARI 1974, pp. 12-13; SANTARELLI 1981, pp. 45-47.
Data di pubblicazione: 28 March 2020