Regione: Lazio
Datazione: 1489
Oggetto: Affresco
Materiale: Intonaco
Funzione: Didascalia
Tipologia: Narrativa
Scrittura: ?
Lingua: Volgare mediano, latino
Collocazione attuale: Rieti (RI), Museo Diocesano
Edizione diplomatica
sì·llu vençe che llu legone colla oratione.
3Questa ene la cappella sova.
una donna che aveva la can(n)a grossa
3che mo è sana per gratia de Dio.
Analisi linguistica
Grafia e fonologia
'Quanno' 1, 2, 'commatteio' entrambi con assimilazione progressiva del nesso consonantico. cfr. 11.30
'Iuliana' 1, r. 1: conservazione di /j/ in posizione iniziale, comune per l'area (cfr., sempre in EDV, V., 11.02, 11.04, 11.15, 11.17, 11.19, 12.09, 12.10, 12.12.
Conservazione di -u finale (collu, diavolu sì·llu, lu, sanctu Antoniu). cfr. anche 11.04, 11.05 11.17, 11.20, 11.23, 11.25
'vençe', cfr. anche 12.08, ma il fonema è reso con grafia latina <ti> in 'oratione' e 'gratia'.
Sova 'sua' con epentesi di /v/; 'legone', 'ene', 'liberone' con epitesi di –ne. (v. ROHLFS 1966-1969, § 536). Cfr anche 'salìne' e 'partìne' in Purg., VI, 22 e 'ène', 'fòne', 'ciòne', 'formòne' in Guittone (RÖHRSHEIM 1908, 59).
Paduva 2, r. 1: passaggio di /o/ postonica a /u/ a seguito di un’oscillazione della vocale mediana nei proparossitoni, possibile in area centrale (ROHLFS 1966-1969, § 139).
Morfologia e sintassi
'co(m)matteio' 3a persona singolare del passato remoto della coniugazione debole in -e, come in Italia meridionale, spesso in -èo in Italia centrale (v. il tipo 'rendèo', 'solvèo', 'rompèo', 'potèo'); qui con dittongo /ei/.
'cappella sova' con posposizione del possessivo, comune in area centrale (CASTELLANI POLLIDORI 1966) cfr. anche 'morti soi' 11.20
Lessico
mo per 'ora' normale in area sabina e in generale italo-centrale.
Note
L’affresco, posto in una nicchia dell’ex Battistero che ospita oggi il Museo Diocesano di Rieti, rappresenta un Crocifisso tra i Santi Giuliana e Antonio da Padova affiancati rispettivamente da un diavolo e da una donna inginocchiata e l’iscrizione commenta la raffigurazione della vittoria di Giuliana sul diavolo e di Antonio che risana una donna malata. Le didascalie in volgare sono inserite entro due cartigli ai lati dei santi e sono state oggetti di restauri maldestri. Alla base del crocifisso un’iscrizione in latino conserva il nome del committente, Amico Stabili, e la data di esecuzione dell’opera, il 6 luglio 1489 (D’ACHILLE 2012c, p. 96, nota 95). Altre scritte in latino sono invece conservate in due pannelli ai lati del Crocifisso. L’affresco è sicuramente opera di un autore locale la cui identità resta comunque ignota. SACCHETTI SASSETTI 1968, pp. 67-68 attribuisce il dipinto a Domenico Papa, ipotesi accolta anche da Luisa Mortari (MORTARI 1974, p. 14). Per le questioni di attribuzione si veda anche SANTARELLI 1981, pp. 45-53. Data la scarsa leggibilità delle didascalie e l’impossibilità di una ricognizione diretta o su base fotografica, la presente trascrizione critico-interpretativa segue la trascrizione di D’ACHILLE 2012c, pp. 95-97.
Bibliografia
Edizioni: SACCHETTI SASSETTI 1968, p. 67; SANTARELLI 1981, p. 50; D’ACHILLE 1997, pp. 241-242; D’ACHILLE 2012c, pp. 95-97.
Altri studi: SACCHETTI SASSETTI 1968, pp. 67-68 (assegna il pezzo a Domenico Papa); MORTARI 1974, p. 14; SANTARELLI 1981, pp. 45-53.
Riproduzioni: D’ACHILLE 1997, fig. 66; D’ACHILLE 2012c, p. 96, fig. 8.
Data di pubblicazione: 23.3.2020