Regione: Sicilia
Datazione: XV ex.
Oggetto: Affresco
Materiale: Intonaco
Funzione: Didascalia
Tipologia: Narrativa
Scrittura: Capitale
Lingua: Volgare siciliano
Collocazione attuale: Scicli (RG), Chiesa di santa Maria della Croce
Edizione interpretativa
fu minatu Santa Maria di la Cruchi et aparsi pir caminu et fu sanu.
anigati et li marinari prigandu S. M. de la Cruchi foru libri.
de una gra<n>dissima infirmitati p<ir> virtuti de Santa Maria de +
3la Cruchi fu libra
Edizione diplomatica
FV·MINATV·S · Ma·DILACRVCHI·7APA(R)SI·PCAMINV7FV SANV
ANIGATI· 7· LIMARINARI PRIGA(N)DV·S · Ṃ·DELA CRVCHI FORV LIBRI
DEUNA·GRADISSIMA INFIRMITATI P VĪTUTI·DE S · Ma·DE +
3LACRVCHI·FVLIBRA
ET ∙ P(IR) ∙ VIRTVTI ∙ DI ∙ S̑ MA ∙ DILA ∙ CRVCHI ∙ FV ∙ SANA
Apparato critico
I, 2 minatu <a>; II, 1 se(n)du; IV, 2 (et) per virtuti Raffaele 2018.
Analisi linguistica
Grafia e fonologia:
La lingua delle didascalie è coerente negli aspetti fonomorfologici e sintattici con il siciliano di fine Quattrocento.Si segnala l'uso diffusissimo in tutto il corpus delle iscrizioni siciliane di <ch> per l'affricata palatale e in un caso per la sibilante palatale (V, 1); il vocalismo tonico e atono che segue la fonologia siciliana con rare eccezioni, anche quando gli esiti hanno valore morefematico. Si notino le forme sincopate 'libru/a' e 'frusteri'' e la mancata indicazione della consonante intensa come in I 'mucicatu' 'araiatu' e 'aparsi'. Sciolo l'abbreviazione p(er) con p(ir).
Morfologia e sintassi:
Comune nelle iscrizioni centro meridionali l'introduzione della didascalia esplicativa con 'come' o 'comu', in Sicilia 17.12 e 17.13 anche a Roma nelle Storie di Santa Francesca Romana 12.27; mentre nell'Italia mediana sembra più comune nella medesima funzione sintattica 'quando' v. le Storie di santa Caterina a Roccantica (RI) 11.13; in Abruzzo le Storie di san Francesco 13.03 e gli affreschi della Madonna del Crognale a Morro D’oro (TE) 13.10. Si noti 'di' per il complemento di agente (I, 1), a tutt'oggi comune in Sicilia e il perfetto sigmatico 'aparsi'.
Note
Gli ex-voto furono dipinti per la chiesa di Santa Maria in Sion, parte del complesso conventuale francescano di Santa Maria della Croce a Scicli al quale sono stati di recente restituiti dopo un lungo restauro. Secondo RAFFAELE 2018 i dipinti sono databili fra fine XV e XVI, per la menzione di Fra' Giovanni Morifet presente nel Convento dai primi anni del secolo (p. 28).L'affresco si compone di sei riquadri, con la didascalia posta nel margine inferiore della vignetta, come è comune in questo tipo di raffigurazioni. A causa del precario stato di conservazione le scritture non sono integralmente leggibili. L'edizione si avvale dell’ausilio delle edizioni RAFFAELE 2018 e DRAGO-NIFOSÌ 1976, il quale si è servito del manoscritto del Pacetto, «con qualche correzione imposta dalla lettura in loco» (p. 65, nota 1). Non è stato possibile consultare il manoscritto in questione, né avere notizie circa le correzioni apportate.
Bibliografia
Edizioni: PACETTO 1868, pp. 494-496; DRAGO-NIFOSÌ 1976 pp.61-68, che dipende da Pacetto, «con qualche correzione imposta dalla lettura in loco»; SPARACINO 2009; RAFFAELE 2018
Riproduzioni: DRAGO-NIFOSÌ 1976, figg. 34-36.
Data di pubblicazione: 4.3.2020