14.09. GIUDIZIO UNIVERSALE, SANT'AGATA DEI GOTI

     

Regione: Campania
Datazione: XV
Oggetto: Affresco
Materiale: Intonaco
Funzione: Didascalia
Tipologia: Narrativa
Scrittura: Gotica
Lingua: Volgare meridionale, latino
Collocazione attuale: Sant’agata Dei Goti (BN), Chiesa della SS. Annunziata

Edizione interpretativa

[L'albero del male, procedendo da sinistra a destra]
blasmator dei
omicido
3latro
ruffiana
fornicator
6traditor
sacrilegius
[al centro del dipinto, nel ventre di Lucifero a sua volta posto nel ventre di un drago] tirandi
9[sul lato destro della parete]Iulianus apostata
ferraro
bancherius
12sutor
Iudex
notarius
15molinaro
buccerius
tavernaro
18sub<runcat>or
[dalla bocca del drago fuoriescono bacino e gambe di una figura nuda, sotto la quale da una sorta di pozzetto emergono cinque testoline con la dicitura] lo poc<zo>

Edizione diplomatica

Note

L'affresco, che contiene la rappresentazione del Giudizio, occupa l'intera controfacciata della chiesa, e costituisce perciò l'ultima immagine che il fedele avrebbe portato con sé uscendo (FRUGONI 2004 e PALLESCHI 2004). Si tratta di un'iconografia ricchissima e assai complessa, corredata di cartigli e didascalie in latino e in volgare. Al centro della parete in alto, in corripondenza del portale, vi è un'enorme mandorla contenente Cristo Giudice. Intorno (ma il dipinto è molto rovinato e oggi frammentario) erano collocati gli apostoli, identificati dai loro simboli e da cartigli che ne recavano il nome. Alla destra del Cristo san Pietro, posto su una predella recante una citazione modificata di Mt. 25,34 il passo che invita a raggiungere il regno di Dio, e, al di sotto, sul lato sinistro della parete, alla destra del Padre, un angelo con tuba da cui fuoriesce la scritta Venite ad dominum paratum quia ipse iudicabit vos che sovrasta la rappresentazione della resurrezione dei morti. Specularmente, alla sinistra del Padre, san Paolo, sulla cui predella è citato Mt. 34,41 con la maledizione per i dannati. Un altro angelo reca una tuba con la scritta Surgite mortui et defuncti et venite ad judicium. Il testo latino era tradizionalmente conosciuto come di san Girolamo (CANNATA 2018, 69 n. 28), presente anche in 11-14 e 11.17. La scritta sovrasta la rappresentazione della personificazione di virtù e vizi. Al di sotto, l'inferno vero e proprio con i peccatori che lo popolano. V. 02.12, 02.13, 03.05, 07.22, 08.033, 08.041, 08.045, 08.054, 08.074, 09.32, 10.44, 11.04, 11.06, 11.14, 11.16, 11.17, 11.28, 11.29, 14.01, 14.02, 14.09, 15.01, 16.03.

L'edizione è condotta sulla base delle riproduzioni fotografiche in PALLESCHI 2004 e - per tale motivo - si limita alle iscrizioni relative alla rappresentazione dell'inferno di cui siamo in grado di fornire solamente la trascrizione critico-interpretativa.

Bibliografia

Riproduzioni: PALLESCHI 2004

Autori

Raccolta dati: Alessandra Tiburzi
Edizione: Nadia Cannata
Commento: Nadia Cannata, Alessandra Tiburzi
Edizione digitale e indici: Nadia Cannata
Immagini: Palleschi, 2004

Data di pubblicazione: 20.10.2020