Regione: Roma
Datazione: 1400
Oggetto: Lastra
Materiale: Pietra
Funzione: Avviso pubblico
Tipologia: Iscrizione funeraria
Scrittura: Gotica
Lingua: Volgare romanesco
Collocazione attuale: Roma (RM), Basilica di santa Francesca Romana
Edizione interpretativa
Edizione diplomatica
Apparato critico
2-3 Iv(li)a/na GRABMÄLER 1981
Analisi linguistica
Grafia e fonologia:
'sepultura' con conservazione della Ŭ protonica (cfr. D’ACHILLE 1987, p. 93, PORTA 1976, p. 555). V. anche le Miracole de Roma: «Et mo in micina sepultura ene recluso» 1 (MONACI 1915, p. 562), e le Storie de Troia e de Roma : «lo quale vedendo l’arme de lo patre fece pianto grandissimo sopre la soa sepultura» (MONACI 1920, p. 51); 'milli' r. 1 forse con pluralizzazione del numerale: si tratta di una forma molto frequente nella Cronica dell’Anonimo Romano: p.es. cap. 10 «che milli muli ne fuoro fatigati a portare arme e aitro arnese» (PORTA 1979, p. 80); cap. 14 «Puoi fu esso re de Boemia con milli Todeschi e quattro milia Franceschi e sio figlio Carlo appriesso» (PORTA 1979, p. 125) e cap. 27 «Li capitanii allora li dunaro milli fiorini» cap. 27 (PORTA 1979, p. 250). 'Iuana' con chiusura Ō > /u/ in iato e conservazione di /j/ in posizione iniziale, comune negli antichi testi romaneschi e mediani (D’ACHILLE 1987, p. 83, MERLO 19592, pp. 55-56, ROHLFS 1966-1969 § 158, ERNST 1970, pp. 83-85, PORTA 1979, pp. 562-563, MACCIOCCA 1982, p. 82). Vedi, in EDV, 11.02, 11.04, 11.15, 11.17, 11.19, 11.26, 12.09, 12.10, 12.12.
Morfologia e sintassi:
'ène' r. 1: indicativo presente di 3a persona singolare del verbo essere con epitesi di -ne, fenomeno normale nel romanesco antico (D’ACHILLE 1987, p. 93). V. anche ‘questa ène la cappella sova’ nel crocifisso reatino EDV 11.26, e ‘In qesto ène la soboltura’ nell’Iscrizone di Gione tornere nel Palazzo della Cancelleria a Roma EDV 12.21.
'molie sua' r. 3: ordinamento sostantivo + possessivo, in concorrenza nei testi medievali romaneschi con il meno popolare possessivo + sostantivo (D’ACHILLE 1987, p. 93, ROHLFS 1966-1969, § 431, CASTELLANI POLLIDORI 1966-1970, VI, 18-19; VII, 45-47). V., EDV 11.20, 13.01, 13.03, e a Roma, 12.18.
Note
La lastra, oggi di forma pressoché quadrata ma sicuramente rettangolare in origine, si trova sul pavimento a sinistra dell’ingresso nella chiesa di Santa Francesca Romana. L’iscrizione volgare è incisa al centro della lastra al di sopra di uno stemma e reca la data 1400.
Paolo D’Achille osserva che «un Pietro Tompieri del rione Parione figura come testimone in un documento del 1402 ed altri membri della famiglia compaiono in carte dell’epoca» (D’ACHILLE 1987, p. 94 e nota 123, MONTENOVESI 1926, p. 269, ADINOLFI 1881-1882, I, p. 403, GRABMÄLER 1981, p. 195).
Bibliografia
Edizioni: GALLETTI 1760, III, CCCCXIV n. 53; FORCELLA 1869-1884, II, p. 7 n. 13; ADINOLFI 1881-1882, I, 403; BUCHOWIECKI 1967-1974, III, p. 44; GRABMÄLER 1981, p. 195, n. XXVI, 9; foto n. 131; D’ACHILLE-GIOVANARDI 1984, n. 37; D’ACHILLE 1987, pp, 92-94, n. 23; foto n. 19.
Riproduzioni: GRABMÄLER 1981, foto 131; D’ACHILLE-GIOVANARDI 1984, n. 37; D’ACHILLE 1987, foto 19.
Data di pubblicazione: 19.4.2020